Stella

Stella aveva compiuto sedici anni. Era seduta al tavolo, davanti a sua madre Elena, con i quaderni aperti e i compiti per il giorno successivo. Scriveva, cancellava, riprendeva da capo. Ma la sua mente vagava altrove, sempre più spesso.
Era una ragazza bionda, con gli occhi azzurri, limpidi e inquieti. Non somigliava per nulla alla madre. In quegli occhi traspariva qualcosa che Elena non aveva mai saputo interpretare del tutto. Forse rabbia. Forse rancore.
Elena se ne accorgeva ogni volta che la guardava. E ogni volta, insieme a quell’evidenza, sentiva affiorare una sottile nostalgia.
Elena Ruiz era un’astrofisica. Lavorava nei laboratori di ricerca del CERN, dove da anni si studiavano le conseguenze della più grande scoperta scientifica mai realizzata.
Mentre osservava Stella, cercando di seguire ciò che scriveva, la sua mano si muoveva quasi da sola su un foglio bianco. Tracciava simboli. Linee, cerchi, sequenze. Accanto ad alcuni di essi aveva segnato un cerchio rosso, con una sola parola: sconosciuto.
Stella sollevò lo sguardo.
“Mamma… com’era papà?”
Elena si fermò.
Alzò gli occhi e la fissò.
“Vuoi dire com’è papà, vero?”
Stella non rispose. La fissò intensamente per poi ritornare sul quaderno. Sapeva che quella era una domanda che sua madre non riusciva ad affrontare. Non davvero.
Il silenzio che seguì non fu un silenzio qualsiasi. Era lo stesso che abitava la loro casa da anni. Un silenzio pieno di domande senza risposta. Ripresero entrambe le loro attività, come se nulla fosse stato detto. Ma era proprio quell’argomento a rimanere sospeso tra loro, ogni giorno.
Erano passati sedici anni dall’esperimento di Loreto…. Un evento che aveva segnato un punto di non ritorno per l’umanità. Per la prima volta, gli scienziati erano riusciti a imprigionare la forza delle stelle. La fusione nucleare era diventata una realtà concreta, stabile, accessibile. L’energia non era più un problema. I combustibili fossili appartenevano ormai al passato.
Tutto questo aveva un nome. Adriano Leto. Il padre di Stella. Dal giorno in cui era stato acceso il primo reattore a fusione, sotto la sua direzione, Adriano era scomparso. Senza lasciare traccia.
Elena aveva cresciuto Stella da sola, cercando di darle una vita il più possibile normale. Ma non era stato davvero possibile.
Stella era cresciuta tra formule, equazioni ed esperimenti. Tra appunti lasciati in sospeso e domande senza risposta.
Adriano aveva lasciato all’umanità un’eredità immensa: un archivio di conoscenze straordinarie. Ma mancava qualcosa.
Lui.

"Un romanzo che ti entra dentro e non ti lascia più."

Un lettore appassionato